Toscana
Questa regione italiana si può considerare zona di transizione fra l'Italia settentrionale e quella centro-meridionale, sia per le caratteristiche fisiche che per quelle economiche.
Rilievo e idrografia
Le colline occupano i 2/3 del territorio e la montagna quasi tutto il resto, estendendosi la pianura per meno di 1/10. La montagna è costituita dal versante tirrenico del tratto di Appennino che va dal monte Gòttero fin presso il passo di Bocca Trabaria; al primo convergono i confini della Toscana, Liguria ed Emilia, al secondo quelli della Toscana, Umbria e Marche. Il limite amministrativo però comprende spesso le testate delle valli del versante adriatico.
Il rilievo, costituito in prevalenza da arenarie e argille, è più elevato nella parte settentrionale (monte Prato 2053 m), mentre digrada a sud-est e si abbassa in numerosi e agevoli valichi come la Cisa, Pabetone, la Futa e il Muragliene; il paesaggio si presenta con cime arrotondate e versanti spesso ripidi. Le dorsali, che si staccano dalla catena principale, si snodano poi parallele a essa delimitando le conche della Lunigiana, Garfagnana, Mugello, Casentine e Val Tiberina. L'insieme di colline e basse montagne a sud dell'Arno e a ovest della Val di Chiana costituiscono l'Antiappennino, in cui spicca il massiccio vulcanico del monte Amiata (1738 m) quasi al confine con la regione del Lazio.
La pianura più estesa è il Valdarno Inferiore, da Firenze al mare ; altre sono la Versilia, ai piedi delle Alpi Apuane, e la Maremma, in gran parte bonificata, a sud del fiume Cecina. La costa è in genere bassa e sabbiosa; si snoda con ampie falcature, interrotta dai principali promontori di Piombino e monte Argentario; di fronte vi è l'Arcipelago Toscano, che comprende l'isola d'Elba. La complessa morfologia condiziona la rete fluviale, costituita principalmente dall'Arno e dal-l'Ombrone. L'Arno (241 km) nasce dal monte Falterona e, ricevuti numerosi affluenti dall'Appannino e dalle colline Metallifere, sfocia a nord di Livorno. L'Ombrone drena buona parte dell'Antiappennino: altri corsi d'acqua sono la Magra e il Serchio. Per l'irregolare distribuzione delle piogge, la modestia dei rilievi e la prevalente impermeabilità delle rocce, il regime è torrentizio; di conseguenza si alternano periodi di magre (prevalentemente d'estate) a periodi di grandi piene (soprattutto nel corso delle stagioni d'autunno e di primavera).
Clima e vegetazione
Il clima presenta lievi differenze tra la fascia costiera, la zona collinare e le conche intermontane. La temperatura media di gennaio, più elevata sulla costa, oscilla tra i 4° e i IO" e scende sotto 0° solo oltre i 1.000 m; quella di luglio, più uniforme, varia tra i 23° e i 26" e cala solo nelle zone più elevate. Le precipitazioni variano dai 600 ai 3.000 mm annui; molto scarse sulle isole e lungo alcuni tratti del litorale, sono poco copiose a sud dell'Arno e raggiungono i massimi valori sulle cime delle Apuane e dell'Appennino settentrionale. Si concentrano specialmente in ottobre e novembre. I boschi coprono circa il 37% del territorio.
La macchia a boscaglia delle colline e della costa si arricchisce nell'interno di lecci e querce da sughero. Sull'Appennino e sul monte Amiata, sino ai 1.000 m, si hanno estesi castagneti; più in alto troviamo faggi e abeti. Città, La regione toscana è suddivisa in 9 province, i cui capoluoghi sono: Firenze, che è anche capo-luogo di regione, Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Siena.
La densità di popolazione, 155 abitanti per kmq, è inferiore a quella media italiana. Aree densamente popolate sono la pianura tra Firenze e Pistoia, la Versilia eintorno a Livorno, mentre buona parte dell'Appennino e dell'Antiappennino presentano una densità assai bassa (48 abitanti per kmq nella provincia di Grosseto). Un vistoso spopolamento interessa infatti queste zone.
Economia e vie di comunicazione
L'agricoltura, che assorbe ora il 14% delle forze di lavoro, sta subendo notevoli modificazioni per cause diverse quali le bonifiche, la crisi della mezzadria, la riforma agraria e i cambiamenti nelle colture. Prevalgono le piceole aziende, benché metà del territorio appartenga alle grandi proprietà.
Piuttosto vari sono i seminativi e le colture legnose specializzate, che coprono circa il 50% del territorio. I cereali, tra i quali prevale il frumento, sono diffusi ovunque, ma specialmente nelle "crete" senesi e nel Grossetano. Inolio importanti la viticoltura (famosi sono i vini del Chianti) e l'olivicoltura. Si producono anche ortaggi, barbabietole da zucchero, tabacco, ecc.
Assai importanti le attività minerarie: la regione fornisce infatti oltre la metà della produzione nazionale di minerali ferrosi, tutto il mercurio e la lignite, gran parte della pirite, del salgemma, delle marne da cemento e dei marmi. Si sfruttano inoltre i soffioni boraciferi (Larderello) anche per la produzione di energia elettrica. La presenza di minerali ha facilitato il sorgere dell'industria siderurgica e metallurgica (la prima concentrata a Piombino) e di quella chimica, con una vasta gamma di prodotti. Altri settori importanti sono quello tessile, localizzato attorno a Prato per le lane e attorno a Lucca per i filati di cotone, e quello dell'abbigliamento; il settore meccanico, che produce fra l'altro motori, laminati, macchinar! per l'industria marmifera e tessile, materiale ferroviario e strumenti di precisione; quello alimentare per la produzione di olio, vini e paste. L'industria toscana è per lo più formata da medie e piccole imprese e si addensa specialmente nella valle dell'Arno e nella fascia costiera settentrionale. Diffuso ancora l'artigianato. Notevole il movimento turistico favorito dai tesori artistici e dalle bellezze naturali della regione, attraversata dalle principali vie di collegamento ferroviarie e stradali tra l'Italia del Nord e quella centrale: esse confluiscono su Firenze, Pisa e le altre principali città. Superficie 22.992 kmq; abitanti 3.580.000.